Il digital training è una vera e propria scienza che, dalla pedagogia all’informatica, investe molteplici settori.

Metodo, tecnica, ricerca ed esperienza possono contribuire a progettare l’apprendimento digitale in maniera efficace; viceversa, senza le basi di una scienza dell’apprendimento, il danno che le aziende possono subire potrebbe superare di gran lunga l’investimento iniziale sulla formazione.

Iniziamo da quelle classiche convinzioni un po’ fuorvianti che, senza opportuni ridimensionamenti, possono creare seri problemi allo sviluppo del digital training aziendale.

 

1. Prima e dopo la partenza

Spesso si dà molto peso alla lezione esperienziale di un corso: ciò che accade ‘durante’ la sessione di digital training viene monitorato e preso come punto di riferimento essenziale per la soluzione di problemi futuri. In realtà il ‘prima’ e il ‘dopo’ sono altrettanto importanti, se non di più. Un corso deve per prima cosa comunicare con chiarezza e precisione gli argomenti che tratterà e come si relazionerà all’eventuale aspetto pratico. Alla fine di un corso digital (ancor più che per i corsi classici in aula) invece, è importantissimo dare un supporto concreto agli utenti studiandone i feedback, oltre che operare un’attenta analisi valutativa e un monitoraggio assiduo, sia dei progressi che delle abilità acquisite.

 

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