Benvenuti al secondo episodio degli errori da evitare riguardo la progettazione del digital training. Nello scorso episodio abbiamo individuato cinque classiche convinzioni fuorvianti in ambito formativo, parlando dell’importanza dei feedback, del supporto al training, della ricorsività, di informazione e comunicazione e dell’implementazione dei video. In questo episodio abbiamo individuato quattro ulteriori convinzioni ingannevoli che possono creare malfunzionamenti metodologici e pedagogici al digital training e alla formazione in generale.

 

1) L’arte non si mette da parte

Istruire non significa soltanto fornire i rudimenti basilari e poi lasciar fare il resto alla pratica e all’esperienza. Ogni competenza ha caratteristiche peculiari e, se non strutturata, senza precisi obiettivi da raggiungere e neanche una guida costante, si possono causare veri e propri disastri e generare grandi perdite di tempo e di investimenti nell’operatività di tutti i giorni. I dipendenti migliorano le loro conoscenze sul campo attraverso il feedback, il quale dev’essere elemento costitutivo di ogni digital training che si rispetti. Con un feedback costruttivo, immediato, significativo si può sempre identificare il problema da risolvere, gli errori commessi e come evitarli e come far meglio in ogni ambito. Il cervello, in tal modo, può spostare in maniera fluida e consapevole le informazioni acquisite sulle abilità pragmatiche necessarie.

 

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