L’industria dell’eLearning non si ferma mai. Spinta alla crescita e alla differenziazione dalla medesima evoluzione tecnologica che ne ha sancito la nascita.

Per comprendere gli sviluppi della formazione a distanza dobbiamo tornare alle origini dei meccanismi dell’insegnamento. Che era basato in larga misura sull’oralità.

Il modello è quello dell’aedo, Omero (Omèoron, colui che non vede), che trasmette la parola con il passaggio orale.

Il passo successivo è la parola scritta. È singolare notare che l’origine della scrittura è da imputarsi ad esigenze di carattere contabile e di rendicontazione delle merci: stiamo parlando della civiltà sumera, intorno al 4000 a.C.

Le pagine sono ancora vuote, ma c’è una specie di sensazione miracolosa che le parole siano lì, scritte con inchiostro invisibile e che chiedano a gran voce di diventare visibili.

(Vladimir Nabokov)

Ed è proprio questa la funzione della comunicazione scritta: la parola, in questo senso, può essere trasmessa a distanza nel tempo e nello spazio, semplificando così il processo cognitivo ed estendendolo nella sua fruibilità.

Il passaggio alla comunicazione scritta ha incrementato moltissimo la base dei fruitori della conoscenza. La grande invenzione della “stampa moderna”, ad opera di Gutenberg, ha accelerato notevolmente questo processo di democratizzazione e diffusione.

I caratteri mobili sono il driver che ha consentito la diffusione di testi che altrimenti, tramandati solamente dagli amanuensi, avrebbero fatto fatica a cambiare il mondo.

Perché è la conoscenza che prepara la strada per il cambiamento, donando ai fruitori strumenti sempre più coerenti per interpretare la realtà e modificarla.

Dopo Gutenberg non si riscontrano altre “rivoluzioni” dei processi educativi e di trasmissione in genere della conoscenza sino all’invenzione del World Wide Web.

Il Web è più un’innovazione sociale che un’innovazione tecnica. L’ho progettato perché avesse una ricaduta sociale, perché aiutasse le persone a collaborare, e non come un giocattolo tecnologico. Il fine ultimo del Web è migliorare la nostra esistenza reticolare nel mondo.

Tim Berners-Lee

Anche il Web fu ideato in origine per ragioni singolari, di carattere prettamente militare. Grazie al web fa la propria comparsa anche l’eLearning come noi lo intendiamo. Abbattendo qualsivoglia barriera spaziale e temporale nel processo di apprendimento. Consentendo una diffusione “liquida” della conoscenza.

Il nuovo sistema educativo rimette al centro i discenti, “liberandoli” in qualche modo dai vincoli dei fornitori tradizionali (Stato, chiesa, ad esempio).

Non è più infatti necessario (e obbligatorio) frequentare certi luoghi deputati per assimilare e ricevere contenuti formativi. Anytime learning, con buona pace dei laudatores temporis acti.

E la conoscenza va, espandendosi parallelamente alla diffusione dell’informazione.

Ma quali sono i paradigmi odierni dell’eLearning?

Si fa sempre più strada il concetto della personalizzazione: la fruizione di un corso o di un contenuto di formazione tarato esattamente sulle necessità del discente, distribuito quando ne ha bisogno, nel luogo in cui è e sulla periferica (tipicamente mobile) di cui dispone.

È il concetto di Mobile Learning, che evolve e si struttura sempre più come Micro Learning.

Un progetto di training basato su Microlearning si focalizza sul modo più performante di utilizzare la tecnologia “mobile” per migliorare il training e il supporto al personale in azienda. Il termine concerne l’utilizzo di piccoli atomi auto-consistenti di contenuto, facili da fruire e veloci da assimilare attraverso l’utilizzo di strumenti innovativi e ormai diffusi. Scopri l’approccio di Osel sul tema!