Raggiungere un elevato livello di performance ed engagement per un corso eLearning passa necessariamente anche attraverso la qualità del prodotto realizzato.

L’analisi ed il perseguimento della “qualità totale” deve tenere necessariamente conto di 4 fattori intrecciati ma anche indipendenti tra loro, quali:

  • la specificità metodologica e tecnologica dell’eLearning;
  • la sempre più rapida evoluzione del mercato;
  • il contesto normativo;
  • gli approcci eterogenei messi in campo per la valutazione della qualità dei corsi.

La ricerca della “compliance” si deve muovere sia sugli aspetti tecnologici che su quelli contenutistici.

Un corso elearning è, infatti, il prodotto di moltissime componenti, con diversi professionisti impegnati nella produzione. L’errore è un elemento possibile, quindi, anche se va identificato ed eliminato prima dell’erogazione del prodotto stesso.

 

L’instructional design

E’ il punto di partenza dell’analisi QA (Quality Assurance).

Ne abbiamo parlato recentemente qui. Aggiungiamo che nell’Instructional Design occorre identificare i bisogni di apprendimento e gli obiettivi di crescita di un gruppo, sviluppare le competenze e le attività che soddisfano tali obiettivi e assicurare che queste attività di apprendimento siano efficaci.

La progettazione didattica, a monte, identifica le migliori pratiche e i metodi per la gestione dell’apprendimento e quindi assicura che questi metodi funzionino.

E allora:

  • lavoriamo in primis sulla “navigabilità” e “usabilità” di un corso eLearning. La cosiddett UX (User Experience) è un elemento fondamentale per la certificazione di un progetto di qualità.
  • capiamo il metodo didattico più adatto per i tuoi discenti. Dobbiamo inserire più video? Modificare alcuni aspetti? La metafora iniziale è corretta?
  • Manteniamo alto il coinvolgimento dei discenti nel percorso proposto.
  • Analizziamo i feedback degli utenti per identificare le aree di miglioramento del nostro corso.

 

Uno sguardo “vergine”

Per l’identificazione di eventuali errori funzionali o “veniali” possiamo affidarci allo sguardo fresco di un altro collega, una visione “vergine” da parte di qualcuno che non ha ancora messo le mani alla lavorazione del progetto stesso.

Il consiglio è quello di coinvolgere persone dai background diversi, non necessariamente programmatori o grafici. Per avere consigli anche dal punto di vista “generale”.

Sono consigliati anche software di rilevamento di comuni errori sintattici e grammaticali.

La qualità dipende anche e soprattutto dai dettagli!

 

Stress test

Gli Stress Test non sono passati di moda, anzi! Mettiamo alla prova il nostro progetto. Portiamolo ai limiti. Per esempio, dal punto di vista degli utenti “connessi”. Bombardiamolo con richieste varie e continue. In questo modo potremo raccogliere ulteriori informazioni sul comportamento estremo del nostro corso.

E agire per apportare modifiche.

 

MultiTest

Verifichiamo il funzionamento del nostro corso attraverso un approccio MultiTest.

Accediamo al corso tramite piattaforme diverse.

Cerchiamo di capire se il corso funziona anche in modalità “touch”. E’ inoltre importante verificarne la funzionalità responsive, che sia o no un corso “Mobile”.

Il corso funziona su tutti i browser? E’ fondamentale che la fruizione del nostro corso sia potenzialmente ecumenica.

 

In Osel curiamo il dettaglio in modo maniacale per realizzare progetti sartoriali calati effettivamente sulle esigenze e necessità dei discenti. Scopri qui come lavoriamo!